L’ANAS REVOCA I CONTRATTI A CONDOTTE S.p.A? MAGARI ACCADESSE ANCHE A NOI!
Aprile 28, 2008
TANTO, SCIACCIATE TRA L’AUMENTO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME E L’ASSENZA DI REVISIONE DEI PREZZI,
LE IMPRESE NON POSSONO CHE CHIUDERE I CANTIERI.
E’ INPENSABILE CHE LE IMPRESE DI COSTRUZIONI POSSANO RIUSCIRE A PAGARE PER INTERO IL CONTO DELL’AUMENTO DEI PREZZI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME. BASTI PENSARE CHE IL PREZZO BASE DEL FERRO SOLO NEGLI ULTIMI 15 GIORNI E’ GIA’ AUMENTATO DEL 10%, MENTRE NELL’ULTIMO ANNO L’INCREMENTO E’ STATO DI OLTRE IL 25%
Quello del prezzo del ferro è solo un esempio parziale del problema, ma indicativo di cosa stia accadendo a tutte le materie prime, che gli appaltatori devono acquistare a costi diventati esorbitanti rispetto ai compensi, fissi ed immutabili,che ricevono dalle stazioni appaltanti. Il prezzo base all’ingrosso del ferro tondo per cemento armato è passato dai 355 euro/ton del 23 aprile 2007 agli attuali 445 euro/ton, con un aumento nell’ultimo anno di oltre il 25%. Ma quel che più spaventa è che dal 7 al 21 aprile sia passato da 405 euro/ton a 445 euro/ton.
La riforma della normativa sui lavori pubblici,fatta sull’onda emotiva e giustizialista dei primi anni ’90 si è preoccupata essenzialmente di due cose:
1. scaricare sull’appaltatore qualsiasi responsabilità ed ogni aumento dei costi di costruzione,abolendo ogni forma di diritto a un’equa remunerazione dei contratti,addirittura in deroga al codice civile;
2. tutelare subappaltatori e subfornitori, ai quali l’appaltatore non può pagare un prezzo inferiore del 20% rispetto a quello con l’ente appaltante.
Scarica LO STATO DI SALUTE DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE - parte 5° - PIEMONTE E PUGLIA













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